Hunky Dory

Commenta qui i singoli lavori ufficiali di David Bowie. In questa sezione è raccomandata una stretta attinenza ai topic.

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Hunky Dory

Messaggioda walbianco il 18 dic 2004, 14:02

Ieri Hunky Dory ha compiuto 33 anni.
Troppo spesso schiacciato tra il fascino enigmatico ed oscuro di The Man Who sold The World e la fama del suo successore; troppo spesso oscurato, come album nel suo complesso, dalla notorietà dei suoi due brani di punta, Changes e Life on Mars?; ingiustamente sottovalutato quando fu pubblicato, anche se ha raggiunto il 3° posto nelle charts inglesi, a differenza di Ziggy, che non andò mai oltre il 5° posto.
Hunky Dory è una splendida foto d'epoca, uno squarcio aperto sui primi anni settanta, di cui conserva alcuni tra i tratti migliori: il gusto per il suono pastoso delle chitarre acustiche (Bewley Brothers e Quicksand) ed il pianoforte (Life on Mars?); la strange fascination per una certa atmosfera retrò degli arrangiamenti (si pensi al parte di pianoforte in Fill Your Heart); quella sorta di aria post-hippy che aleggia un po' dappertutto.
E poi è un condensato del Bowie-pensiero: dal manifesto ideologico del cambiamento come modus vivendi di Changes; al contrasto tra il grigiore quotidiano ed il mondo immaginario di Life on Mars; dagli ambigui riferimenti esoterici e filosofici di Quicksand e Oh, You pretty things, alla parodistica ostentazione della diversità sessuale di Queen Bitch ; dal malinconico e stralunato autobiografismo di Bewley Brothers allo strampalato saluto al figlio neonato di Kooks...Un viaggio ora malinconico ora divertito nei pensieri e nelle paure di Bowie.
La musica è dolce e tagliente al tempo stesso: si scatena qui tutta la capacità di Bowie di comporre melodie accattivanti e avvolgenti, senza mai essere banali, anche quando volutamente plagia degli standards del passato (My Way-Life on Mars?). Gli arrangiamenti sono raffinati, i collaboratori di altissimo livello; l'impressione complessiva è quella di un opera che è al tempo stesso elegante e kitsch, morbida ed elettrica.
La presunzione di Bowie è immensa, se in un solo album decide di "omaggiare" (lui poco più che sconosciuto al grande pubblico) Walt Disney, Andy Warhol, Lou Reed ei V.U. e Bob Dylan. Ma ci si poteva aspettare altro da chi, parlando di sé, canta dicendo: "I'm not a prophet or a stoneage man, just a mortal with potential of a superman"?

Walter

"I'll be your king volcano right for you again and again,
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Modificato da - walbianco il 20/12/2004 13:26:47
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Messaggioda heathen958 il 18 dic 2004, 21:52

non avevo fatto caso a questa data importante. Anche per me Hunky Dory ha un ruolo speciale nella discografia di Bowie e (lo dico anche se non può interessare a nessuno) nel mio personale percorso di ricerca all'interno della galassia/Bowie. Voglio riportare quanto avevo proposto per la recensione del disco:

“Hunky Dory” è il frutto di un lavoro attento e sentito, molto introspettivo a dispetto dell’aria apparentemente ironica di brani come Changes, Oh!You pretty things, Kooks, della grafica “casual” del retro di copertina e della registrazione delle voci fuori campo (Life on Mars?, Andy Warhol). Il successo non fu immediato, ma il giudizio critico negli anni non ha subito flessioni ed è sempre stato unanime e positivo: musicalmente è l’album più cristallino di Bowie, in cui trionfa, tra fantasia e tradizione, la sua capacità melodica. Melodie fluenti (Quicksand), spezzate (Andy Warhol), o a volte echeggianti sonorità già note (Song for Bob Dylan, Life on Mars?, Queen Bitch): ma tutto è magicamente calibrato, tutto coincide. Il merito va condiviso con gli altri protagonisti del disco: Rick Wakeman che si impone con le sue sapienti tastiere e il cui ruolo certifica il nuovo modo più musicale di comporre di Bowie. Mick Ronson che dimostra qui di possedere musicalità e raffinatezza per ogni tipo di arrangiamento: grande musicista, davvero. E Ken Scott la cui produzione ha reso tutto fluido, omogeneo, marcatamente “British”. A questo proposito è curioso come un album in cui le citazioni dei miti americani di Bowie sono così presenti (Warhol, Dylan, Reed, gli aspetti “cinematografici” della vita di tutti i giorni) sia di fatto un’opera fortemente inglese: gli scatti per la copertina ricordano lo scrittore Evelyn Waugh (e non solo, come sempre si legge, la Garbo); la foto sul retro così “oxfordiana”; l’accento cockney; i testi, a tratti molto personali (Quicksand, The Bewlay Brothers), ma ricchi di legami con la cultura inglese letteraria, filosofica, mistica, sino alla piccola gemma di Eight Line Poem, che richiama i “paesaggi” di T. S. Eliot. Testi notevoli, fra i più narrativi di Bowie: visioni vacillanti fra ottimismo e lati oscuri (Pretty Things, Changes), fra insicurezza (Quicksand, Life on Mars?) e mistero (Bewlay Brothers, con i cori e l’evocativo finale in dissolvenza) in un continuo paragonare la vita alla sua rappresentazione (Andy Warhol, Life on Mars?). Bowie si addentra nella tematica della perdita delle radici e dei valori tradizionali (Changes, Pretty Things), con la conseguente necessità di rinascita (spirituale, intellettuale, artistica?, come in Quicksand, Song for Bob Dylan, Bewlay Brothers). Compaiono i dubbi inquietanti sulla presunta impersonalità dell’artista (Andy Warhol, Changes) che non è più “uno” (e che Bowie inizia a trasformare nell’ambiguità dell’identità sessuale, come in Queen Bitch) e sull’atemporalità dell’arte che, con il moltiplicarsi dei punti di vista e dei registri linguistici, crea immagini dall’ambiguo simbolismo (Quicksand, Changes, Bewlay Brothers). Problematiche profonde, amministrate alla perfezione in un’opera che è sapientemente musicale e in cui si alternano, contagiandosi, ironia, intimismo e coerenza nella complessità.



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Messaggioda littlewonder84 il 19 dic 2004, 23:35

34 anni e non sentirli...eccome!
HD è un'album scacciapensieri,allegro e romantico.
Si comincia con le scelte da fare e da affrontare nella vita,ci si chiede se la generazione futura porterà avanti gli ideali di quella in corso,un breve momento surreale e poi il melodramma di una vita monotona e grigia passata davanti al piccolo schermo,seguita da un leit motiv leggermente charleston in cui il papà augura al figlioletto un'esistenza serena con un paio di biscotti in mano,e quando il cielo sembra essere un'immensa tavolozza azzurra ecco comparire una piccola grande nube grigia foriera di timori esistenziali e scelte che,ahimè,una volta fatte non si torna più indietro.
E si ricomincia con un mieloso invito a riempire il cuore di tutto e di tutti,per poi essere trasportati nell'allegra fattoria pop di Andy Warhol in mezzo a proiezioni e pitture,magari incontrare per strada Bob Dylan e dedicargli una canzone,e raccontargli di un tale che scrive canzoni sul lato selvaggio della strada e della vita,per poi chiudere in bellezza con una triste ballata su due fratelli che si ritrovano e si perdono in mezzo alla realtà e alla finzione.
E questo è Hunky Dory.

Open up your heart to me,and I would be your slave (Heathen)
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Messaggioda giuliopk il 20 dic 2004, 01:53

questo disco è una delle dimostrazioni della grandezza del Duca:
questo disco sarebbe stato di gran lunga il migliore per il 99% per cento degli altri cantanti: lui lo tira via perché deve fare Ziggy, e si supera!
Ziggy è Ziggy, ma il secondo posto a questo disco non glielo leva nessuno.
"a mortal with the potential of a superman" ... in campo musicale sì, e questo potenziale è diventato atto!

una cosa: 34? ma non è del '71 questo disco?

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that David played and pleased the Lord...</font id=red></font id=size1></i>
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Messaggioda heathen958 il 20 dic 2004, 11:06

non so, non riesco proprio a pensare a HD come allegro e scacciapensieri: è così pineo di dubbi, di ricerca di certezze, di disillusioni, di aggrapparsi ai miti per lavorare sul sè. Non so.....

P.

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Messaggioda walbianco il 20 dic 2004, 13:28

Hai ragione giulio, non mi ero accorto del piccolo errore di calcolo...ovviamente gli anni sono 33...

Walter
P.S.: HD album scacciapensieri? hummmm...ho qualche dubbio

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Messaggioda krikka il 20 dic 2004, 18:05

1971....La classe!!!!!!!inutile ribadire quanto ci sia affezionata a questo album...quello che mi ha fatto innnamorare del DIOBowie!!!....non sono così brava ad analizzarlo come Walter e gli altri...ma parlo di emozioni che sfiorano l'inverosimile!!!!!Hunky Dory?yeahhhhhhhh.....

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Messaggioda Max il 22 dic 2004, 15:15

Non c'è molto da dire....GRANDISSIMO ALBUM!
Sono felice che per almeno 8 anni si festeggeranno anniversari degni, poi....
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Re: Hunky Dory

Messaggioda Lucabianco il 04 nov 2007, 11:52

Bel disco, Molto belle le canzoni Changes e Life on Mars che sono entrate nella storia ma non sono di certo da buttare via Kooks, Andy Wharol, Queen Bitch e Song for Bob Dylan. Naturalmente l'anno dopo con l'arrivo di Ziggy è passato in secondo piano ma resta comunque un grande album
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Re: Hunky Dory

Messaggioda Maudit il 04 nov 2007, 15:49

Scusa Lucabianco, ma è più forte di me. WARHOL con l'acca nel posto giusto. :roll:
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Re: Hunky Dory

Messaggioda Lucabianco il 05 nov 2007, 12:13

ooooops, :oops: scusate tutti, nella fretta di scrivere lo sbaglio sempre sto nome!
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Re: Hunky Dory

Messaggioda michi il 19 feb 2008, 21:20

HUNKY DORY è UNO DEI MIEI PREFERITI.
PENSO POSSA TRASMETTERE EMOZIONI E QUALCOSA DI UNICO.
MI ALZO METTO IL VINILE DI PRIMA MATTINA CON IL SOLE CHE ENTRA DALLA FINESTRA E SENTO OGNI VOLTA LE STESSE EMOZIONI
è QUALCOSA CHE SOLO CHI HA L AMORE PER QUESTA MUSICA COME ME , PUò CAPIRE.
OGNI SUONO E OGNI PAROLA PROVOCANO IN ME TURBOLENZE SENSORIALI.
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Re: Hunky Dory

Messaggioda Strebendendirindi il 11 lug 2009, 23:07

so che è una conversazione vecchia, però è la prima che trovo intitolata Hunky Dory..
Il mio album preferito!! Le mie amiche mi avevano regalato il gioco della play "Singing Star", e una delle canzoni era proprio "Life on Mars?". Letteralmente ipnotizzata da quel video, mentre una sublime melodia rotolante mi zompettava nei padiglioni, credo di aver smesso di salivare...E poi c'è stata la scoperta di un impolverato Hunky Dory, sepolto sotto decine di altri vinili: unico disco di Bowie che mio padre aveva comperato non ancora 20enne.
Si può parlare di amore? io ne parlo.
Hunky Dory è la pettorina sul petto con la quale Bowie spezza il nastro del traguardo. E' già arrivato, ecco: ha già vinto e stravinto. Avrebbe potuto finirla lì, e sarebbe comunque rimasto il migliore.
Altro che Nietzsche e la morte di Dio, Bowie è Dio quando riempie del suo alito vitale un album eterno, capace di respirare al di fuori del tempo e dello spazio: la voce più nitida dello Zeitgeist che riecheggia nel nulla ( cavoli, voi ve la sentireste di dire che si tratta di un disco degli anni 70? è vero che me ne intendo poco, ma una cosa così io non l'avevo mai sentita, e trovo difficile, se non impossibile, "datare" Hunky Dory...semplicemente, non appartiene a nessuna epoca, pur appartenendo a tutte!).
Hunky Dory è la realizzazione concreta -almeno per me- del principio nietzschiano dell'eterno ritorno dell'uguale: un album nel quale si compie una perfetta coincidenza di senso e di significato tale da indurre a desiderarne un'ascolto infinito!
Insomma, con Hunky Dory ci sentiamo tutti un pò Oltre, anche se l'effetto svanisce con il lento perdersi delle parole in The Bewley Brothers (che canzone, ragazzi! Per me è religione. E' la costituzione). O forse no?
Un mistero per me rimane il titolo, anche perchè, a differenza di altri album, non se ne fa riferimento all'interno. Qualcuno sa illuminarmi?
I should have been a pair of ragged claws / scuttling across the floors of silent seas (The Love Song of J. Alfred Prufrock, T.S. Eliot)
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