
![]() ![]() ![]() TRANS EUROPE EXCESS di Stephen Dalton e Rob Hughes, Uncut n. 47, aprile 2001, seconda parte Il primo atto
della riabilitazione musicale di David e Iggy fu l'album di Pop The
Idiot. Le registrazioni iniziarono a giugno al Chateau d'Herouville,
nei pressi di Parigi, subito dopo che il White light
tour ebbe termine, utilizzando la maggior parte dei musicisti che
avevano accompagnato Bowie in quei concerti. Il duo si trasferì in seguito brevemente
ai Musicland Studios di Monaco di Baviera, laddove incontrò il futuro collaboratore
di David Giorgio Moroder. Finalmente, la
coppia errante raggiunse gli studi Hansa a Berlino. Iggy descrisse The Idiot
come "un incrocio tra James Brown ed i Kraftwerk",
con Bowie impegnato alla produzione e alla chitarra suonata in modo "rabbiosamente
giovanile". Comprendendo brutali elaborazioni robo-punk come "Nightclubbing", "Funtime" e una prima versione del futuro
singolo di Bowie "China Girl", l'album era
il prodotto di una violenta collisione tra disco e rock, Europa e America. Brian Eno descrisse l'ascolto di The Idiot come "aver
il cervello progressivamente pervaso dal cemento". Lo intendeva naturalmente
come un complimento. The Idiot costituì
anche una scarna rappresentazione dei nuovi suoni radicali di Low,
il quale sarebbe stato meno abrasivo ma non meno intenso dal punto di vita emozionale.
Inizialmente battezzato A New Music: Night and Day, l'album fu reintitolato per dare l'idea della visuale di profilo della foto
di copertina tratta da The Man who fell to Earth:
basso profilo (low profile). Celebrato nella storia del rock come il primo album
della "trilogia" con Brian Eno, Low fu quasi interamente registrato in Francia, di ritorno al Chateau d'Herouville.
Sofisticato maniero circondato da muri in pietra e da pesanti cancelli di ferro,
il castello aveva ospitato tre anni prima, in periodi più felici, le sessions
di Pin-Ups. I musicisti di Low avevano per
la maggior parte partecipato alle registrazioni di Station
to Station e ai concerti del White light
tour, e comprendevano i veterani Carlos
Alomar alla chitarra, George Murray al basso, Dennis Davis alla batteria e Tony
Visconti alla produzione con Bowie. Iggy Pop fu un altro ospite del castello, cantando occasionalmente
nell'album e valutando attentamente le prestazioni sonore dell'altro chitarrista
Ricky Gardiner per i suoi progetti futuri. Ma il nuovo membro più significativo
del gruppo fu Eno, che giunse nel mezzo delle registrazioni con strategie sovversive
e un primitivo sintetizzatore munito di joystick. La allora moglie di Visconti, Mary Hopkin, duettò con Eno nei coretti
di "Sound and Vision" che furono scherzosamente
accreditati a Peter e Paul (4). Anche
l'ex chitarrista della Beggars Opera Ricky Gardiner fu arruolato su raccomandazione di Visconti. "Era molto
particolare ed assai abile con gli effetti speciali" racconta Visconti "Ero in soggezione di lui". Ma Bowie rivela
che aveva altri piani per le registrazioni. "La prima
scelta in origine per il chitarrista di Low fu Michael Dinger dei Neu!" (5) ricorda David "essendo i Neu! passionali, persino
diametralmente opposti ai Kraftwerk. Telefonai a Dinger dalla Francia nei primi
giorni di registrazione, ma nella maniera più cortese e diplomatica egli mi
rispose: "No". Malgrado la sua incongrua genesi nello splendore della campagna
francese, Low fu chiaramente un album
"berlinese" nello spirito; una distillazione sonora della città il cui stato
d'isolamento si associava perfettamente al cervello devastato di Bowie del 1976. "Il periodo iniziale della permanenza a Berlino generò
Low", Bowie ricordava nel 1977, "era come
dirsi: "Non è meraviglioso startene in solitudine? Levati finalmente i paraocchi
e al diavolo tutto… Berlino ha la strana abilità di farti scrivere solo cose
importanti. Tutto il resto non conta, e alla fine produci Low". I
brani strumentali di straordinaria bellezza dell'album rendevano esplicitamente
omaggio al nuovo bunker di Bowie nella Germania Est. "Art
Decade" celebrava la stessa Berlino, "una
città tagliata fuori dal proprio mondo, dall'arte e dalla cultura, agonizzante
e senza nessuna speranza di riscatto". "Subterraneans", il solo brano di Low che incorporava elementi della colonna sonora abortita
di The Man who fell to Earth, era una celebrazione
delle "persone che divennero prigioniere a Berlino
Est dopo la separazione - da qui le tenui note di sassofono che rappresentavano
il ricordo del tempo passato -". "Warszawa" coglieva il lugubre mistero della Polonia al tempo della Guerra Fredda.
Ma non occorre un grosso sforzo cerebrale per tracciare paralleli tra questi
poemi malinconici e lo stato mentale tormentato di David. Oltre all'incombente
ombra di Berlino ed ai protratti strascichi della psicosi da cocaina, Bowie
trasportò nelle sessions di Low una serie
di problemi che lo affliggevano in quel periodo. L'aspro procedimento di divorzio
con la moglie Angie, una imminente battaglia
per la custodia del figlio Joe e forti contenziosi
con l'ex manager Michael Lippman lo obbligarono
a lunghi impegni legali a Parigi. Angie comparve addirittura in studio con il
suo nuovo compagno, causando un duro litigio con David. "Vennero
alle mani nella sala da pranzo e cominciarono a tirarsi delle bottiglie" Visconti rivelò in seguito. "David strava attraversando
un periodo molto difficile personalmente e professionalmente. Bisogna comunque
ammettere che, da parte sua, tenne sempre un contegno esemplare".
Brian Eno ha detto recentemente ad Uncut che durante le registrazioni di Low
Bowie "viveva al limite della sua resistenza nervosa,
era molto teso…veramente turbato. Mi sentivo profondamente dispiaciuto per lui,
per quello che stava passando e per il fatto di cercare di portare a termine
la registrazione di un album contemporaneamente. Ma come spesso capita, tutto
ciò si tradusse in un senso di completo abbandono nel lavoro. Una delle cose
che accadono quando vivi situazioni traumatiche nella tua esistenza è che il
tuo lavoro diventa una delle poche cose in cui puoi rifugiarti e riprendere
il controllo di te stesso". Bowie ora ammette che "Si,
era un periodo davvero terribile per me. Ero all'estremo delle mie risorse,
sia fisicamente che emozionalmente ed avevo seri dubbi sulla mia sanità mentale.
Ma questo accadeva in Francia. In definitiva, ho acquisito un tangibile senso
di ottimismo passando attraverso la cortina di disperazione di Low. Posso udire
me stesso nel disco lottare disperatamente per star meglio". Low è indubbiamente impregnato di angoscia e disperazione, ma
anche di catarsi curativa. I robotici, sussultanti e spigolosi brani cantati
contengono probabilmente i testi più immediati di tutta la carriera di Bowie,
dalla dirompente ballata suicida di "Always crashing
in the same car" alla desolata confessione di "Be
my wife". L'oppiacea gemma disco-pop "Sound
and vision" offre un inno sublime alla solitudine priva di emozioni.
David in seguito la definì "la perfetta canzone sull'isolamento…Stavo
attraversando un periodo terribile e desideravo vivere in una piccola stanza
tutta dipinta di blu e con delle cortine protettive alle finestre".
Inoltre, il funk traumatizzato di "Breaking glass" contiene un agghiacciante riferimento ai rituali spiritisti di Bowie
ad Hollywood: "Non guardare il tappeto, vi ho disegnato
qualcosa di orribile…". A proposito di spiriti, le sessions furono
inoltre popolate da visite soprannaturali. Il Chateau d'Herouville contiene
due studi di registrazione uniti da una arcata coperta, i quali prendono il
nome degli antichi residenti Frederic Chopin e George Sand. Si dice che i fantasmi
di questi dannati amanti vagassero per gli intricati ed oscuri corridoi. Infatti,
Bowie rifiutò di dormire nella stanza principale perché sembrava essere stregata. "Era un posto spettrale", Bowie racconta, "Ho rifiutato una camera da letto perché la trovavo
eccessivamente fredda in alcune sue parti. A mio parere, tuttavia, quel posto
non ebbe influenza sulla forma e tonalità del lavoro. Lo studio era gioioso,
di aspetto piacevolmente antico e confortevole". Toni
Visconti è d'accordo."C'era certamente una
strana energia nel castello" , afferma. "La
stanza da letto principale aveva un lato molto oscuro vicino alla finestra,
che pareva assorbire la luce. Ed era pure assai fredda. Accettai quella stanza
perché volevo testare le mie capacità di meditazione. Non l'ho mai detto a nessuno,
prima. Avevo letto che i Buddisti in Tibet meditavano tutta la notte in un cimitero
per mettere alla prova il loro livello di paura/non paura. Quella stanza sembrava
davvero stregata, ma cosa potevano realmente farmi Frederic e George, spaventarmi
in francese? Mi piaceva l'aspetto della stanza, così decisi di provare a passarci
una notte. Se fosse accaduto qualcosa avrei gridato così forte da svegliare
l'intero villaggio. Eno disse che veniva svegliato ogni mattina da qualcuno
che gli scuoteva le spalle. Quando apriva gli occhi, non c'era nessuno". Ricky Gardiner ha una teoria a proposito
degli incontri paranormali di Eno. "Posso confermare
che Brian aveva una brutta tosse di tanto in tanto", disse, "egli occupava la stanza che fu di Chopin. Chopin morì di consunzione. Tirate
voi le conclusioni…". "Il cibo era allucinante",
afferma Visconti, "per i primi tre giorni ci servirono solo del coniglio
senza alcun contorno. Stavo facendo la fame…avevamo un appetito terribile alla
notte e così mangiavamo il formaggio che i tenutari avevano lasciato sul tavolo.
Come risultato, David ed io fummo colpiti da intossicazione alimentare. Il dottore
francese non poté esimersi dal visitarmi quando mi alzai dal letto per chiedergli
di darmi un'occhiata dopo aver visitato David. Egli disse: "David sta bene,
è in grado di camminare" . Probabilmente avevamo interrotto la sua cena domenicale".
Malgrado questi drammi, le sessions di Low ebbero i loro momenti piacevoli. Il gruppo tirava notte assistendo alle
registrazioni dell'ultima commedia televisiva alla moda in Gran Bretagna, Faulty
Towers. In seguito il batterista Dennis Davis intratteneva
la compagnia con storie di dischi volanti risalenti ai suoi anni trascorsi nell'
aeronautica americana. "Dennis era l'istrione della
compagnia", spiega Visconti. "Poteva eseguire
una mossa clownesca nella telecamera della Tv a circuito chiuso e catturare
immediatamente la nostra attenzione. Una volta ci disse che durante il servizio
militare aveva imboccato una scorciatoia, e attraversando un hangar ultrasegreto
si era imbattuto nei resti di un UFO schiantatosi sulla Terra. Lo osservò per
lunghissimo tempo sino a che una guardia gli intimò di andarsene poiché non
era autorizzato a stare in quel luogo. Gli venne minacciosamente detto di non
dire nulla di quello che aveva visto. Non ho idea se tutto questo fosse vero,
ma era sicuramente intrigante". La maggior parte della band ritornò
a casa dopo aver completato il proprio lavoro in soli cinque giorni. Bowie,
Eno, Visconti e Gardiner rimasero nel castello per aggiungere le parti vocali,
dare la struttura finale ai brani e fare alcune sovraincisioni. Voci di liriche
alternative registrate in alcuni dei brani sono respinte da David. Ma Visconti ricorda: "David scrisse una terza sezione di liriche
in "Always crashing in the same car" e la cantò con lo stile di Bob Dylan. Fu
fatta in modo quasi scherzoso, ma fummo spiazzati poiché Dylan ebbe quel famoso
incidente motociclistico e il tutto sembrava quindi di cattivo gusto, ritengo.
David mi chiese di cancellarla, e così feci. Non ricordo dell'esistenza di liriche
alternative negli altri brani". Il contributo di Eno a Low viene talvolta esagerato. Dopo tutto, brani strumentali come "Speed of life" e "A new career in a new town" utilizzano una robusta sezione ritmica
rhythm and blues, lontana anni luce dal progetto di Eno di un astratto e riservato
sound ambientale. Arrivato per ultimo durante le registrazioni, Brian è accreditato
come coautore in un paio di brani e, contrariamente ad una opinione molto diffusa,
non fu il produttore del disco. "Il mio nome è stampato
come co-produttore assieme a quello di David sulla copertina dell'album" afferma un esasperato Visconti. "Credetemi,
non ricordo che Brian abbia avuto a che fare con la produzione del disco".
Tuttavia, la vena anarcoide avant-garde di Eno fu indubbiamente cruciale per lo sviluppo creativo di Bowie nell'album. Fu Eno a suggerire di tenere le versioni demo piuttosto di registrarle nuovamente.
"Perché aggiustarlo? Non è mica rotto". Premendo per un approccio più "nervoso
ed elettronico", egli introdusse nuovi radicali metodi di registrazione delle
sessions, incluse le celebri carte delle "Strategie
Oblique" che aveva sviluppato con l'artista Peter
Schmitd e che contenevano istruzioni casuali come "onora il tuo errore
come intenzione nascosta", "enfatizza le pecche", "usa personale non qualificato"
e così via. Questi noti metodi da "non musicista" causarono inizialmente delle
frizioni con l'esperto virtuoso chitarrista Carlos
Alomar, ma fecero affiorare un nuovo
linguaggio musicale in Bowie, che lo definì "l'astrazione
della comunicazione". Eno programmò
i pionieristici strumenti sintetici su Low dando ad essi bizzarri nomi vittoriani: Chamberlain, Rimmer, Tape Horn. Sviluppò
inoltre versioni alternative di "Subterraneans" e "Warszawa" senza l'apporto di Bowie, la melodia
di quest'ultima ispirata dal figlio di quattro anni di Visconti Morgan che strimpellava ripetutamente tre note sul pianoforte di studio. Il maestro
zen della ambient music intendeva comunque approfittare di questo lavoro in
studio ed utilizzare altrove le registrazioni nel caso David non avesse gradito
il risultato finale. Quasi immediatamente, Bowie abbraccio i metodi decostruttivisti
di Eno e li portò ad un livello superiore.
Cantò le liriche di "Warszawa" in una lingua
inventata basata sulle registrazioni di un coro balcanico giovanile; Visconti le trattò con una macchina che modificava le tonalità
del suono chiamata Eventide Harmonizer che "si accoppia con la fabbrica del
tempo". Il sound secco e compresso della batteria che Visconti sviluppò in Low avrebbe dominato il
rock da stadio degli anni ottanta. "Questo effetto
da gorilla depresso" sospirò in seguito Bowie "era
una cosa che avevo sempre desiderato ma che non eravamo mai riusciti a creare,
dovendolo poi ascoltare a lungo negli anni a venire negli altri gruppi inglesi".
Essendo un album così sperimentale, Low ebbe indubbiamente un impatto profondo. Si ritiene abbia influenzato
alcune generazioni di gruppi synth-pop alla fine degli anni settanta ed all'inizio
degli anni ottanta, da Gary Numan agli Ultravox,
agli Human League. E' noto che i Joy
Division presero il proprio nome iniziale Warsaw dal brano "Warszawa".
Ed in seguito, come New Order, fecero un tentativo senza successo di registrare
utilizzando il metodo di Eno delle "Strategie Oblique". Ma la superficiale brillantezza
futurista di Low è stata indebolita dalla
storia e i suoi brani strumentali suonano ora come emozione pura, senza tempo
come i canti Gregoriani, trascendenti come i maestri neoclassici religiosamente
ispirati come Arvo Part o Henryk Gorecki. Bowie avrebbe in seguito parlato dell'album come
"pura spiritualità". Negli anni novanta, il glaciale musicista minimalista Philip
Glass avrebbe adattato tre brani di
Low in un ensemble sinfonico, seguito da lavori basati su gli altri due album
berlinesi (6). A quel tempo, tuttavia, Low si dimostrò troppo estremo per la compagnia discografica di
Bowie. Dopo essere ritornato agli studi Hansa a Berlino per completare le parti
vocali e il missaggio, David spedì i nastri dell'album alla sua etichetta discografica
a Londra. Colpita dal panico per la nuova glaciale direzione musicale, la RCA
cancellò immediatamente il disco dalla prevista uscita natalizia. Si racconta
che un pezzo grosso della compagnia discografica suggerì di comprare a David
una casa a Filadelfia, in modo da ritornare a produrre un altro hit disco-soul
caldo e commerciale, sulla falsariga di Young Americans.
Parole al vento. A parte queste beghe contrattuali, i demoni che incombevano
su Bowie non furono ancora del tutto esorcizzati da Low. In novembre, David
ebbe un nuovo drammatico confronto con Angie a Berlino. La ex moglie considerava
l'incontro come "l'ultima possibilità di riconciliazione", ma il tutto finì
con David collassato per una fibrillazione cardiaca e ricoverato d'urgenza presso
l'Ospedale Militare Inglese a Berlino. Diagnosticato in seguito come un attacco
d'ansia, probabilmente amplificato dal bere eccessivo, questo accaduto costituì
l'ultimo atto del matrimonio di David ed Angie. Irritata dall'influenza di Coco
Schwab sull'artista, Angie cercò
subito dopo il fatto la vendetta finale. Ritornata nell'appartamento di Schoeneberg,
si prese la rivincita sulla rivale assente. "Entrai
nella stanza di Corinne" scrisse Angie in seguito "radunai i suoi vestiti ed alcuni regali che le avevo fatto in tempi migliori,
li gettai dalla finestra nella strada, chiamai un taxi e presi l'aereo per Londra". Low raggiunse finalmente i negozi nel gennaio 1977, consacrato
dalla contemporanea apparizione dall'apparentemente incongruo singolo "Sound
and vision", che toccò il terzo posto nella classifica dei singoli.
Raggiunta senza sforzo la posizione numero due nelle classifiche inglesi e un'
impressionante undicesima in quelle americane, Low mise a tacere sia coloro
che dubitavano di David nella RCA che i critici più severi della stampa, molti
dei quali bollarono l'album quasi come un affronto personale. La reazione polarizzata
della stampa nei confronti di Low fu per lo più esemplificata dal New
Musical Express, dove un estremamente raro doppio commento sul disco
da parte di Ian Mc Donald e dall'esperto
di lunga data di Bowie Charles Shaar Murray prese posizioni diametralmente opposte. Mc Donald definì l'album "di una bellezza stupefacente… l'unico
disco di rock contemporaneo… il sound di Sinatra riprodotto da computers marziani
senza alcun accesso alla lingua inglese". Al contrario, Murray fu pieno di disprezzo per "un album così
negativo che non contiene neppure il vuoto assoluto od il nulla… Low è la colonna
sonora del niente, ma anche la parola niente è elusiva… uno stato mentale oltre
la disperazione, uno stato in cui uno è così caduto in basso che dovrebbe alzarsi
per toccare il fondo… futilità e pulsione di morte glorificata… un raffinato
lavoro da imbalsamatore per il corpo di un suicida… un atto di odio distillato
e di potenza distruttiva… ci giunge in tempi difficili e non ci è di alcun aiuto…decadente
nel senso che riproduce e glorifica la decadenza passiva… odora di sconfitta
spirituale abilmente contraffatta e di vacua futilità". In seguito
Murray si ricredette su Low, ed ora ammette: "pensavo
fondamentalmente che glorificasse la psicosi da anfetamine e mettesse in evidenza
un modo di essere assai poco piacevole. Mi ero appena sbarazzato a fatica di
una dipendenza da anfetamine, e reagii in modo brutale. Ho probabilmente trasportato
eccessivamente i miei problemi in quella critica, ma il disco sollecitò le mie
emozioni in modo alquanto considerevole. Ma quando uscì "Heroes" le mie opinioni
mutarono decisamente, poiché quell'album trionfava sopra lo stato mentale che
Low aveva dipinto. Ascolto ora Low ritenendolo un disco glaciale, caotico e
figlio della droga". Significativamente, Low giunse all'apice dell'ondata punk. Bowie nega ogni connessione subliminale tra
il suo travagliato periodo berlinese e lo spirito anti star, alienato ed emozionalmente
intenso dei nuovi rivoluzionari del rock. "Con queste
parole hai appena descritto il mio stato mentale del 1976", afferma
sarcasticamente. Come John Savage scrisse
in England's Dreaming, sia Low che The Idiot ebbero un forte impatto
durante il periodo punk: "Per ogni persona che sentiva
la necessità di occuparsi dei problemi quotidiani, di diventare politicamente
attiva traducendo l'originale impegno del punk in una dura e organizzata campagna
di protesta, ve ne era un'altra che voleva invece uscire da questo sistema,
disimpegnandosi e liberando l'inquietudine che albergava all'interno della propria
mente…". Mentre il punk faceva piazza pulita del vecchio mondo del
rock, Bowie fu uno dei pochi titani degli anni settanta a mantenere la propria
credibilità. "Fosse a causa del mio cervello annebbiato o della mancanza
di impatto della varietà inglese del punk sulla scena americana, l'intero movimento
era virtualmente concluso dal momento in cui ne divenni consapevole", David
afferma. "I pochi gruppi punk che vidi a Berlino mi
fecero pensare ad una sorta di Iggy Pop post 1969 e sembrava appunto che lui
avesse già fatto tutto ciò. Eppure mi dispiace non essere stato spettatore del
circo Pistols poiché questo tipo di intrattenimento avrebbe fatto molto di più
di qualunque altra azione avrei potuto pensare di fare per il mio animo depresso".
L'associazione di Bowie con Iggy probabilmente
aiutò a proteggere la sua reputazione durante le purghe staliniane del punk.
La sua saggia decisione di suonare le tastiere per Iggy durante il tour di The
Idiot all'inizio del 1977 sottolineò
perfettamente un David vestito in modo dimesso ed "uomo del popolo". Dopo essersi
assicurato i servizi del chitarrista di Low Ricky Gardiner e la sezione ritmica americana composta da Hunt e Tony Sales, in seguito la spina dorsale dei Tin Machine,
Iggy diede inizio alle prove del tour in una sala di proiezione dei leggendari
UFA Film Studios di Berlino. "Friz Lang lavorò in quel
luogo prima che i nazisti presero il potere" spiegò l'amico di David, "avevano ancora tutti quei meravigliosi film espressionisti che marcivano in
contenitori arrugginiti, poiché ancora oggi non riescono ad immaginare in che
modo poterli utilizzare". Iniziati ad Aylsebury il primo di marzo
1977, i concerti britannici vennero salutati da quello che Iggy descrisse come
"una delirante accoglienza di sputi". Cementando le loro connessioni con il
movimento punk, Iggy e David incontrarono Johnny Rotten e Sid Vicious a
Londra. "John era ovviamente in soggezione di Jim" ricorda Bowie, " ma Sid era quali catatonico
ed ebbi una pessima impressione di lui. Era così giovane e così bisognoso di
aiuto". Mente Sid fu distrutto
dall'eroina, Iggy riuscì a dominarla. Malgrado sarebbe ancora incappato in qualche ricaduta,
Berlino aveva temporaneamente pulito il suo organismo, facendolo diventare "un
freak in salute". La foto del suo "ghigno maniacale" che Andrew
Kent scattò durante una intervista con
la BBC, che in seguito divenne la copertina di Lust
for Life, colse appieno la sua nuova attitudine di attivo ottimismo.
Purtuttavia, Bowie confessò che il tour era lontano da essere libero dagli stupefacenti. "Cominciai a desiderare di abbandonare il tour per
evitare le droghe", disse nel 1993. "Il
consumo di droga era incredibile e sapevo che tutto ciò mi stava uccidendo,
e questo era il lato problematico della faccenda. Ma suonare era divertente".
David vinse finalmente la propria leggendaria paura di volare per suonare con
Iggy nelle date statunitensi. La prima parte del tour ebbe inizio in aprile
a Los Angeles, dove pare che una notte Bowie si sia preso una sbronza colossale
con Mick Jagger. In seguito, sia lui che Iggy ritornarono a Berlino per lavorare al
nuovo album di Pop Lust for Life, registrato
in tre frenetiche settimane agli studi Hansa By The Wall. Iggy ebbe un ruolo
più dominante rispetto a The Idiot dell'anno precedente: "Il
gruppo e David lasciavano lo studio per andare dormire" ricordò in
seguito, "ma non il sottoscritto". Bowie
conferma l'affermazione di Iggy che il martellante, bruciante ed insuperabile
brano che diede il titolo all'album fu da lui scritto utilizzando un ukulele
di fronte alla tv nell'appartamento di Schoeneberg, il cui ritmo spezzettato
fu ispirato dal ticchettio del codice Morse dell'inno delle Forze Armate Alleate.
Ma il futuro classico di Pop "The Passenger" balenò nella mente del chitarrista Ricky Gardiner durante una idilliaca passeggiata
primaverile. "David, Iggy ed il sottoscritto ci riunimmo
nell'appartamento di Berlino per buttare giù qualche idea per il prossimo album
di Iggy" afferma Gardiner, "David
mi chiese se avevo qualcosa da proporre. Non avevo pensato al fatto che volessero
del materiale e così non avevo preparato nulla. Tuttavia, mi ricordavo quella
sequenza di accordi. La suonai sulla mia Stratocaster non collegata all'amplificatore
nel registratore portatile a cassette di Iggy. Il giorno seguente ritornò con
le liriche complete". |