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Mercury Demos: la nostra opinione

Il 28 Giugno esce il cofanetto “Mercury Demos” per la Parlophone ad un costo non propriamente abbordabile: ne vale la pena? Per noi si

I Mercury Demos sono solo l’ultima delle varie pubblicazioni celebrative che l’etichetta discografia Parlophone ha voluto dedicare a Space Oddity per il 50ennale.

Mercury Demos: la nostra opinione 2Rispetto agli altri cofanetti in vinile, eravamo rimasti perplessi da un prezzo di vendita più alto delle pubblicazioni precedenti. Proprio il prezzo ha suscitato sul web polemiche da parte di alcuni fan tra i più integralisti e intransigenti. È questa l’epoca che vede complotti dappertutto, perfino dalle case discografiche intente a sfruttare e spremere i fan.

Il presupposto è che le etichette discografiche fanno il proprio lavoro: promuovere, vendere e guadagnare. Ai fan è concesso il libero arbitrio: acquistare o meno ciò che gli viene proposto. Il collezionista, al quale sono rivolte la maggior parte delle uscite viniliche viste finora, sa bene cosa acquistare e a che prezzo.

Sembra una premessa scontata ma, dal tenore di alcuni commenti letti su internet, non lo è.

Partiamo subito dall’ultimo punto: sono proprio i collezionisti i destinatati di questo cofanetto.

Il cofanetto

Questo cofanetto dei Mercury Demos è indubbiamente un oggetto bello e di ottima fattura, curato in tutti i dettagli.

Il box è un bow slipcase apribile a libro con parte interna estraibile ed esterna profilata in tessuto rosso. Un dettaglio elegante che il comunicato non citava e che non è  facilmente ravvisabile dalle foto. La copertina del vinile riproduce la bobina originale di queste demo. Sull’etichetta del disco sono riportati i titoli scritti a mano con la calligrafia di Bowie. Lo spessore del box, anche se riservato a un semplice vinile, dà quasi l’idea di rinvenire la bobina originale.

Un altro dettaglio molto ricercato è la busta in cartone legata con spago, dal sapore vintage che vuole richiamare l’epoca delle demo. All’interno troverete:

  • Due contact sheet con 23 scatti tratti dalla stessa session fotografica
  • Una foto (la ventiquattresima della session) stampata su carta fotografica di qualità
  • Una infosheet informativa di sei pagine con caratteri dattilografici che vanno sempre a richiamare il vintage anni ’60 con note di Mark Adams

Gli scatti fotografici riprodotti sono inediti e provengono dal David Bowie Archive, a testimonianza che queste pubblicazioni sono frutto di una stretta collaborazione e intesa con gli eredi.

Il suono del vinile, rigorosamente mono, è molto buono. Il lavoro di rimasterizzazione eseguito sui master originali, che supponiamo non dovessero essere di grande qualità, è stato fatto molto bene. In definitiva, il costo di produzione di questo cofanetto Mercury Demos è senz’altro molto più alto di quelli finora visti, e giustificherebbe pertanto il maggiore prezzo di vendita al pubblico.

Vale la pena acquistarlo?

Se siete dei collezionisti, sì. È un bell’oggetto, che farà la sua bella figura nella libreria o nella vostra collezione. Il prezzo del cofanetto è del tutto giustificato dai costi di produzione, e dalla qualità e dalla cura del dettaglio. Se, al contrario, non siete dei collezionisti e ciò che vi interessa è prettamente la musica di David Bowie, allora questo cofanetto non è cosa per voi. Potrete tranquillamente optare per l’ascolto del contenuto, quando sarà reso disponibile,  tramite  le più comuni piattaforme di streaming .

I Mercury Demos sono tra le cose più interessanti pubblicate per questo anniversario, ed è bello vedere con quanta cura del dettaglio è stata assemblato. Oseremmo dire da un fan per i fan.

Comprendiamo anche la scelta di prediligere il vinile come dichiarazione d’intenti: sono chicche pregiate queste, che i collezionisti cercano.

Possiamo continuare a sperare che in seguito tutte queste pubblicazioni sparse siano riunite in un cofanetto CD. Storicamente, filologicamente, sono demo straordinariamente interessanti per comprendere l’evoluzione compositiva di David Bowie.

Il video dell’unboxing

Non c’è nulla di meglio che poter vedere con i propri occhi. Eccovi il video dell’unboxing del cofanetto Mercury Demos che abbiamo realizzato per voi:

La galleria di foto
Mercury Demos – Acquista

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Chi è VG Crew

VG Crew
La Crew di VG è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E'autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti di VG.

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