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L’uomo che cadde sulla Terra: la serie TV

“L’ Uomo che cadde sulla Terra”, il romanzo di Walter Tevis del 1963 e film di Nicholas Roeg magistralmente interpretato da David Bowie nel 1976, diventa una serie TV. Ecco quello che sappiamo sull’ adattamento di Alex Kurtzman (a cura di Luca Maffei).

L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA: DAVID BOWIE, IL FILM, IL MUSICAL LAZARUS

SERIE TV DAVID BOWIE L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA NEWTONLa notizia ha colto tutti di sorpresa, anche se ormai era solo questione di tempo: è in arrivo un nuovo adattamento del romanzo cult di Walter Tevis, L’Uomo Che Cadde Sulla Terra, pubblicato per la prima volta nel 1963 e immortalato su celluloide da Nicolas Roeg nel 1976 col bellissimo film omonimo che ha dato il via alla carriera cinematografica di David Bowie.
Una volta visto, è difficile dimenticare il nostro nel ruolo di Thomas Jerome Newton, l’alieno alla disperata ricerca d’acqua che sembra essere l’unione perfetta tra Ziggy Stardust e la decadenza malinconica del Sottile Duca Bianco (le due maschere bowieane più iconiche di sempre): il ruolo di Newton è senza ombra di dubbio l’interpretazione per il grande schermo più riuscita di Bowie, tanto che trent’anni dopo l’uscita del film il noto regista Christopher Nolan (Inception, Interstellar) ha lottato duramente per convincere l’ex Duca Bianco a interpretare Nikola Tesla nel suo The Prestige, perché ai suoi (e ai nostri) occhi l’analogia tra iSERIE TV DAVID BOWIE L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA MICHAEL C. HALL LAZARUS due personaggi era talmente evidente da rendere necessario l’utilizzo dello stesso attore.
Non finisce qui, perché se pensiamo che è proprio insieme alla figura di Thomas Jerome Newton (interpretato questa volta da Michael C. Hall) che Bowie si è congedato per sempre dal suo pubblico, quando nel 2015 ha ricevuto l’ultimo applauso della sua vita al termine della première di Lazarus (il musical teatrale sequel del film di Roeg) appare chiaro che separare l’interprete dalla maschera diventa estremamente difficile.

ALEX KURTZMAN: DA STAR TREK A FRINGE LA SUA FANTASCIENZA PASSA PER BOWIE

SERIE TV L' UOMO CHE CADDE SULLA TERRA Alex KurtzmanNonostante questo, “the show must go on”, ed ecco che a qualche anno dalla scomparsa di Bowie (che in precedenza deteneva i diritti di sfruttamento dell’opera di Tevis) Thomas Jerome Newton sta nuovamente per cadere sulla terra, non in un film, non in un musical, ma in una nuova serie televisiva (il format più in linea coi gusti del pubblico attuale) che sarà scritta, prodotta e (almeno per il primo episodio) diretta da uno degli sceneggiatori e showrunner più importanti degli ultimi anni, Alex Kurtzman.
Dopo una lunghissima gavetta al fianco di un regista e produttore importantissimo ad Hollywood come J. J. Abrams (a partire dalla nota serie tv Alias, con Jennifer Garner), Kurtzman ha sviluppato nell’ultimo decennio un curriculum di tutto rispetto, all’interno del quale i risultati positivi superano i passi falsi: se è vero che l’ultimo e piuttosto imbarazzante La Mummia (con protagonista Tom Cruise) porta la sua firma sia in sceneggiatura che in cabina di regia, non si può non riconoscere a Kurtzman il SERIE TV L' UOMO CHE CADDE SULLA TERRA Fringemerito di aver riportato in vita il franchise di Star Trek sia al cinema (coi film diretti proprio dall’amico Abrams) che in televisione (con la popolarissima Star Trek: Discovery), ma la sua opera che deve destare in noi maggiore attenzione è sicuramente la serie televisiva sci-fi Fringe.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Fringe è una sorta di X-Files 2.0 andata in onda tra il 2008 e il 2013, con protagonista un’agente speciale dell’FBI che indaga su strani fenomeni inspiegabili. In questa serie i riferimenti a David Bowie sono innumerevoli: per farla breve basta citare la presenza di Jared Harris nei panni di un bioterrorista di nome David Robert Jones (il vero nome di Bowie) e quella di un alieno mutaforma chiamato proprio Thomas Jerome Newton.

LA NUOVA SERIE TV: THOMAS JEROME NEWTON SI ISPIRA A STEVE JOBS

SERIE TV L' UOMO CHE CADDE SULLA TERRA LIBRO WALTER TEVISChe il romanzo L’uomo che cadde sulla Terra di Tevis fosse da anni nei piani di Kurtzman è confermato anche dalla co-sceneggiatrice della futura serie, Jenny Lumet (già al lavoro insieme a Kurtzman su Star Trek: Discovery), che contattata da Deadline ha rilasciato una dichiarazione riguardo l’approccio con cui è stato scritto questo nuovo adattamento. Dobbiamo iniziare a prepararci (e in alcuni casi a rassegnarci) a un Thomas Jerome Newton molto diverso da quello plasmato su misura per/da David Bowie. Da un lato, infatti, è impossibile riavere Bowie nel ruolo. Dall’altro è chiaro che per trasformare il romanzo originale in uno show adatto ai giorni nostri siano necessarie delle pesanti modifiche nella trama, che in oltre cinquant’anni è diventata in parte anacronistica. Se nei decenni scorsi l’idea di un alieno miliardario a capo di un impero industriale e pronto ad esplorare lo spazio era pura fantascienza, oggi abbiamo gli umanissimi Jeff Bezos ed Elon Musk a stuzzicarci con progetti molto ambiziosi di nuove conquiste spaziali. Non solo: svolgendosi oggi al culmine dell’era digitale, il nuovo Newton della serie tv non potrà fondare il proprio impero sulla produzione di pellicole per fotografie e filmati, a differenza del corrispettivo cartaceo e cinematografico. Per delineare il nuovo Newton, Kurtzman e Lumet hanno tratto ispirazione da Steve Jobs e in particolare dal momento in cui Jobs mostrò per la prima volta al mondo l’ iPhone, uno strumento che a distanza di pochi anni cambiò le vite di tutti noi, direttamente o meno.
SERIE TV L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA DAVID BOWIE STEVE JOBSCambierà il contesto, cambieranno i mezzi e cambierà il volto. Sembra però che la sostanza del personaggio rimarrà inalterata, seppur aggiornata a una nuova epoca. Thomas Jerome Newton arriverà di nuovo tra noi e fin da adesso la curiosità è tanta (come anche la paura): sicuramente non potrà essere un adattamento peggiore del film televisivo del 1987 arrivato da noi col titolo S.O.S. Terra (poco fedele e completamente dimenticabile) ma indubbiamente la strada da fare per rendere giustizia al film di Roeg, all’interpretazione di Bowie e, soprattutto, al romanzo capolavoro di Tevis (che comunque potrà essere riscoperto dalle nuove generazioni) è lunga e in salita.
Al momento non sappiamo ancora nulla sul futuro cast, né quando la serie sarà pronta e su quale circuito verrà distribuita in Italia (Star Trek: Discovery, anch’essa prodotta da CBS All Access, è arrivata da noi su Netflix, ma è ancora presto per fare previsioni).

Naturalmente vi terremo aggiornati.

Luca Maffei
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La Crew di VG è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E'autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti di VG.

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miki
miki

ciao , ragazzi come sempre un piacere aprire questo sito, io ho 50 anni e ho visto il buon BoWIE ben 7 volte, ….. mi manca ma voi non lo fate mancare, piu del dovuto……faccio una domanda…. che faceva parte della FANZINE astronette io coperavo trammite posta all epoca… che se la ricorda
ciao a tutti

VG Crew
VG CREW

Grazie i complimenti fanno sempre piacere. La fanzine Astronette crediamo risalga a molto tempo prima di VG. Può darsi che se ne occupasse Silvia Fiorentino ci dicono?

Maurizio
Maurizio

Queste cose le ritengo totalmente inutili.

Teresa
Teresa

Anche io