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Conversation Piece: la nostra opinione

“Conversation Piece”, il nuovo cofanetto uscito venerdì scorso per la Parlophone, è un autentico gioiello ricco di sorprese. Ve lo raccontiamo e vi diciamo la nostra opinione.

LA PREMESSA

Conversation Piece: la nostra opinione 2Conversation Piece è solo l’ultimo dei tanti cofanetti usciti dopo la scomparsa di David Bowie. Ve ne avevamo anticipato l’uscita con tutti i dettagli qui. È però, secondo noi, il primo di una lunga serie di cofanetti celebrativi per il cinquantesimo anniversario degli album. Conversation Piece è infatti una lussuosa edizione di Space Oddity per i cinquant’anni dall’uscita, al culmine di una serie di cofanetti in vinile che ne hanno anticipato in parte il contenuto.

La strategia di pubblicazione sembra ora più chiara. Da una parte rimangono i cofanetti “raccolta” che racchiudono la discografia di Bowie in edizione rimasterizzata con l’inclusione di nuovi live del periodo ma poco materiale inedito. Dall’altra questi corposi cofanetti celebrativi dei singoli album che raccoglieranno tutto ciò che di inedito è rimasto finora nei cassetti. Con l’attuale battuta di arresto dei cofanetti raccolta, al momento rimandati per problemi legati ai diritti sui Tin Machine, l’attenzione è tutta canalizzata su queste nuove pubblicazioni.

Conversation Piece racchiude quindi in quattro dischetti tutta la genesi che ha portato alla creazione di Space Oddity. Di più: diremmo che racchiude la genesi di David Bowie.

Attraverso i vari demo e le varie versioni dei brani, alcuni poi scartati dall’album, possiamo comprendere la straordinaria evoluzione che passa dal primo disco omonimo del 1967, ancora ricco d’ingenuità, a quello che poi lancerà il suo nome nel firmamento dei grandi. Space Oddity non è certo l’album della maturità, ma è certamente il primo tassello davvero solido di una lunga carriera.

CONVERSATION PIECE: LA STORIA

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Bowie e Hermione, colorizzata da VG

Nel 1968 Bowie venne scaricato dalla DERAM, l’etichetta che aveva dato alle stampe il primo album. A 21 anni, rischiava già di finire la sua carriera. Ma già all’epoca diede prova della sua convinzione e testardaggine: continuò imperterrito a fare musica in tutti i modi che gli riuscirono, recitò, studiò l’arte del Mimo con Lindsay Kemp, divenne parte della scena folk. Su un set della BBC incontrò e si innamorò perdutamente della ballerina e attrice Hermione Farthingale con cui formò un trio insieme all’amico chitarrista John Hutchinson. Girò delle pubblicità e si fece coinvolgere nel Beckenham Free Festival.

Non si diede quindi per vinto e, per nostra fortuna, in questo periodo registrò a casa numerosi demo con un’attrezzatura rudimentale. La prima chicca del cofanetto: la foto del microfono da tavolo utilizzato da Bowie per registrare a casa in questo periodo. Registrò anche delle sessioni alla BBC Radio e fece un’audizione per la Mercury Records, che passò, e che ci rimane. E girò il film promozionale Love You Till Tuesday.

Ecco, tutto questo lavoro, questa evoluzione, questa voglia di esprimersi è raccolta nelle 75 tracce di Conversation Piece e nei cinque CD che lo compongono. Come abbiamo detto, gran parte del materiale è già stato pubblicato in vinile durante l’anno sui cofanetti Spying Through a Keyhole, Clareville Grove Demos e The Mercury Demos. A quanto già uscito dobbiamo aggiungere: l’album Space Oddity nella sua versione originale rimasterizzata nel 2009 per il quarantennale, una nuovissima versione 2019 rimasterizzata e remissata da Tony Visconti, dodici versioni demo totalmente inedite, le registrazioni per la trasmissione radiofonica Top Gear e per la The Dave Lee Travis Show.

Il tutto racchiuso nei cinque dischetti che vengono ospitati in un meraviglioso libro di 120 pagine con le note su ogni brano, memorabilia, storia, immagini e documenti inediti, contributi di Vernon Dewhurst, Dana Gillespie, John Hutchinson, Tony Visconti e George Underwood.

UN DOCUMENTO SULLA PERSEVERANZA

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I Feathers: David Bowie, Hermione Farthingale e John Hutchinson (colonizzata da VG)

Conversation Piece documenta, quindi, il trionfo della perseveranza di un artista che lottava contro le avversità per trovare la propria voce.

È entusiasmante, per il fan curioso che vuole entrare nel processo creativo dei brani o di un album, poter ascoltare questi demo casalinghi. Sono grezzi, è vero, come si addice a dei demo. A livello strumentale non si va oltre un accompagnamento di chitarra abbastanza rudimentale. Eppure, questo giovane Bowie che scava e si fa strada verso melodie che abbiano una coerenza, che cambia parole e strofe per trovare una narrazione efficace è quanto di più affascinante si possa ascoltare. Possiamo leggere, nelle inflessioni vocali, molte delle sue prime influenze, a cominciare da Bob Dylan.

Quando si passa al dischetto che contiene i Mercury Demos, incisi in duo con John Hutchinson, la qualità sonora migliora nettamente. Come anche la qualità dei brani. Nelle session al Top Gear il tutto viene arricchito dagli archi di Tony Visconti, che aggiungono senza dubbio tono alla performance.

L’ALBUM SPACE ODDITY

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David Bowie con il look per il film “Virgin Soldier”, 1968 (colorizzata da VG)

L’album Space Oddity e la sua title track chiudono il cerchio con il quarto dischetto. Il brano ha, in questo cofanetto, uno spazio molto importante con ben nove versioni che tracciano la sua evoluzione nell’arco di parecchi mesi. Fino al risultato finale: il capolavoro che, cinquant’anni dopo, ancora sa emozionare. E pensare che all’epoca proprio Tony Visconti fallì nel comprenderne il valore e la narrativa drammatica di quel testo. Al contrario, il produttore Gus Dudgeon amò da subito la canzone e radunò un gruppo di eccellenti musicisti per inciderla. Visconti ci suonò solo il flauto e Bowie la chitarra acustica e lo stilofono.

L’album non contiene nulla che possa accostarsi alla perfezione di Space Oddity e rimane in questa dicotomia. Il singolo guarda già al futuro di Bowie, come tecnica di composizione, profondità lirica e stile. Il resto dei brani è ancorato ad un passato appena trascorso e già, stilisticamente, lontano.

Non mancano però di qualità. Brani come Cygnette Committee o Memory of a Free Festival guardano a quel periodo già con sguardo nostalgico e hanno uno stile compositivo complesso e stratificato. Mancano ancora di sintesi. Wild Eyed Boy from Freecloud è una delle gemme nascoste della prima discografia di Bowie, arricchita dagli arrangiamenti di archi di Visconti.

Abbiamo apprezzato il fatto che la casa discografica abbia scelto di includere il remaster del 2009 pubblicato per il quarantesimo anniversario rispetto all’ultimo del 2015 che molti fan avevano acquistato con il primo cofanetto-raccolta Five Years. Di Space Oddity siamo arrivati ormai alla quinta ristampa: la prima è datata 1990 e includeva due bonus track; la seconda del 1999 era una versione rimasterizzata, la terza del 2009 conteneva demo inediti e rarità e la quarta del 2015 vantava una nuova rimasterizzazione che doveva, nelle intenzioni, suonare molto più come il vinile. Un ottimo contraltare all’ultimo dischetto.

LA NUOVA VERSIONE: SPACE ODDITY 2019 REMIX 

Conversation Piece: la nostra opinione 6Il quinto e ultimo dischetto contiene quello che, in genere, fa alzare il sopracciglio a qualche fan o fa urlare al tradimento i più puristi: il remix 2019 dell’album ad opera di Tony Visconti. Così come era successo per Lodger, non si tratta solo di una nuova masterizzazione ma di un nuovo missaggio. Per i meno tecnici: riprendere il master originale e missare tutte le tracce e i volumi che compongono un brano dall’inizio. Volendo, riprendere strumenti registrati in sala di incisione e “seppelliti” nel missaggio e farli tornare in primo piano.

Il risultato? Così come per Lodger 2019, siamo rimasti impressionati dall’ottimo lavoro di Visconti. I brani, ad un ascolto in cuffia, hanno guadagnato in dettaglio, spazialità e naturalezza e le performance vocali di Bowie sembrano essere ancora più in risalto. La versione 2019 di Visconti reintegra in scaletta anche Conversation Piece, il brano che dà il nome a tutto il cofanetto. Fu infatti scartato all’ultimo momento per problemi fisici di spazio sul vinile.

Visconti è riuscito, a nostro parere, a dare all’album un sound più contemporaneo e, sicuramente, diverso. Se non lo avesse fatto, avrebbe fallito nell’intento del progetto e non avrebbe avuto senso. Ci sono davvero delle perle in questa nuova versione: la chitarra arpeggiata di Letter to Hermione adesso risalta in tutta la sua incredibile bellezza, valorizzando l’intera canzone. Anche Janine ne beneficia, risultando moderna e più spaziosa. Non avrebbe sfigurato su Ziggy Stardust. La seconda parte di Memory of a Free Festival regala brividi inediti come anche Cygnet Committee, più cupa dell’originale. La voce di Bowie è chiara come non mai.

Come extra, sul disco, due brani tra cui Ragazzo Solo, Ragazza Sola, la versione italiana di Space Oddity con il testo di Mogol.

Sul fatto che queste operazioni abbiano senso o meno, è questione di sensibilità personale. Per i più curiosi, o per coloro che non vogliono negarsi un’esperienza sonora diversa, la versione di Visconti è una goduria acustica. Chi ritiene che sia un’operazione superflua, potrà fermarsi al quarto dischetto e ascoltare l’ottima rimasterizzazione del 2015.

CONVERSATION PIECE: LA TRACKLIST COMPLETA

Vi riportiamo la scaletta completata del box. I titoli con il simbolo * sono le tracce inedite. Le due tracce Decca presentate nel cofanetto sono pubblicate in qualità superiore rispetto a quelle presenti nell’edizione deluxe dell’album di debutto di Bowie su etichetta Deram. C’è anche una rara versione estesa di Ching-a-Ling dei Feathers.

CD 1 – Home Demos
  1. April’s Tooth Of Gold (2.29) *
  2. The Reverend Raymond Brown (Attends the Garden Fête on Thatchwick Green) (2.15) *
  3. When I’m Five (3.18) *
  4. Mother Grey (3.00)
  5. In The Heat Of The Morning (2.59)
  6. Goodbye 3d (Threepenny) Joe (3.19)
  7. Love All Around (2.49)
  8. London Bye, Ta-Ta (3.31)
  9. Angel Angel Grubby Face (version 1) (2.31)
  10. Angel Angel Grubby Face (version 2) (2.37)
  11. Animal Farm (2.21) *
  12. Space Oddity (solo demo fragment) (2.39)
  13. Space Oddity (version 1) with John ‘Hutch’ Hutchinson (4.02)
  14. Space Oddity (version 2) with John ‘Hutch’ Hutchinson (5.00) *
  15. Space Oddity (version 3) with John ‘Hutch’ Hutchinson (5.10)
  16. Lover To The Dawn with John ‘Hutch’ Hutchinson (3.50)
  17. Ching-a-Ling with John ‘Hutch’ Hutchinson (2.58)
  18. An Occasional Dream with John ‘Hutch’ Hutchinson (2.49)
  19. Let Me Sleep Beside You with John ‘Hutch’ Hutchinson (2.54)
  20. Life Is A Circus with John ‘Hutch’ Hutchinson (4.50)
  21. Conversation Piece (3.47) *
  22. Jerusalem (4.19) *
  23. Hole In The Ground with George Underwood (3.29) *
CD2 – The ‘Mercury’ Demos with John ‘Hutch’ Hutchinson
  1. Space Oddity (5.28)
  2. Janine (3.53)
  3. An Occasional Dream (3.18)
  4. Conversation Piece (3.31)
  5. Ching-a-Ling (3.35)
  6. I’m Not Quite (aka Letter To Hermione) (4.00)
  7. Lover To The Dawn (5.01)
  8. Love Song (4.08)
  9. When I’m Five (3.13)
  10. Life Is A Circus (5.33)
CD3 – Conversation Pieces (Mono)
  1. In The Heat Of The Morning (Decca mono version) (2.51)
  2. London Bye, Ta-Ta (Decca alternative version) (2.36)
BBC Top Gear radio session with the Tony Visconti Orchestra, 13th May, 1968
  1. In The Heat Of The Morning (3.01)
  2. London Bye, Ta-Ta (2.39)
  3. Karma Man (3.07)
  4. When I’m Five (3.14)
  5. Silly Boy Blue (4.32)
  6. Ching-a-Ling (2.51)
  7. Space Oddity (Morgan Studios version – alternative take) (4.22)* with John ‘Hutch’ Hutchinson
  8. Space Oddity (U.K. single edit) (4.42)
  9. Wild Eyed Boy From Freecloud (single B-side – mono mix) (4.54)
  10. Janine (mono mix) (3.23)
  11. Conversation Piece (3.06)
  12. BBC Dave Lee Travis Show radio session, recorded 20th October, 1969
  13. Let Me Sleep Beside You (3.20)
  14. Unwashed And Somewhat Slightly Dazed (4.03)
  15. Janine (3.03)
CD 4 – 1969 stereo mixes
David Bowie (aka Space Oddity) – Versione originale
  1. Space Oddity (5.14)
  2. Unwashed and Somewhat Slightly Dazed (inc. Don’t Sit Down) (6.51)
  3. Letter To Hermione (2.32)
  4. Cygnet Committee (9.31)
  5. Janine (3.21)
  6. An Occasional Dream (2.54)
  7. Wild Eyed Boy From Freecloud (4.46)
  8. God Knows I’m Good (3.17)
  9. Memory Of A Free Festival (7.09)
The Extras
  1. Wild Eyed Boy From Freecloud (single B-side stereo mix) (4.56)
  2. Letter To Hermione (early mix) (2.32) *
  3. Janine (early mix) (3.23) *
  4. An Occasional Dream (early mix) (2.54) *
  5. Ragazzo Solo, Ragazza Sola (full length version) (5.14)
CD 5 – 2019 mixes (all previously unreleased)
The Space Oddity album (mix 2019 di Tony Visconti)
  1. Space Oddity (5.20)
  2. Unwashed and Somewhat Slightly Dazed (6.18)
  3. Letter To Hermione (2.32)
  4. Cygnet Committee (9.28)
  5. Janine (3.21)
  6. An Occasional Dream (2.57)
  7. Wild Eyed Boy From Freecloud (4.50)
  8. Conversation Piece (3.11)
  9. God Knows I’m Good (3.16)
  10. Memory Of A Free Festival (7.14)
The Extras
  1. Wild Eyed Boy From Freecloud (single version) (4.59)
  2. Ragazzo Solo, Ragazza Sola (5.20)

IL BRANO SPACE ODDITY NEL NUOVO FORMATO 360

David Bowie space oddity 360 reality audioLa versione 2019 di Space Oddity è il primo brano di David Bowie ad essere rimasterizzato nel nuovissimo formato audio 360 Reality Audio direttamente da Tony Visconti.

Questo nuovo formato audio digitale ricostruisce un campo sonoro di 360 gradi attorno all’ascoltatore.

Potreste aver sentito Space oddity 200 volte. Quando lo sentirete, vi garantisco che lo ascolterete altre 200 volte. E’ un nuovo modo di ascoltare la canzone” ha dichiarato Visconti.

Non abbiamo avuto modo di testare il 360 Reality Audio, ma sembra davvero interessante. A questo link potrete approfondire di cosa si tratta: link.

Di seguito un’intervista a Visconti che spiega il nuovo formato.

ACQUISTO

Il cofanetto, il vinile singolo e il CD singolo della versione rimasterizzata da Tony Visconti di Space Oddity sono disponibili nei negozi di dischi e in tutte le piattaforme online. Qui sotto i link diretti per l’acquisto.

COFANETTO

VINILE

CD

IL NOSTRO UNBOXING DEL COFANETTO “CONVERSATION PIECE”

IL VIDEO DI “SPACE ODDITY 2019” REALIZZATO DA NACHO

Il “solito” Nacho, ha realizzato un video non ufficiale sincronizzando il filmato del 1969 di Bowie alla TV svizzera per la trasmissione Hits a-Go Go con l’audio del nuovo mix di Tony Visconti del 2019. Come sempre un lavoro superlativo.

#DBCP2019

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Chi è VG Crew

VG Crew
La Crew di VG è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E'autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti di VG.

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