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Metrobolist: la ristampa 2020 per i 50 anni di TMWSTW

Il terzo album di David Bowie, The Man Who Sold The World, sarà remissato e ristampato in autunno per il suo cinquantesimo anniversario con il titolo Metrobolist.

La nuova ristampa, che segue ormai un filone consolidato, uscirà il 6 Novembre. Due giorni dopo quello che sarebbe stato l’anniversario esatto dei 50 anni dalla pubblicazione, avvenuta il 4 Novembre 1970 negli Stati Uniti. Il resto del mondo avrebbe dovuto attendere altri sei mesi, fino all’Aprile del 1971.

La ristampa celebrativa sarà pubblicata su CD, LP e formato digitale ad alta risoluzione con un nuovo mix a cura del produttore originale Tony Visconti di otto delle nove tracce dell’album. La nona traccia, After All, è stata infatti lasciata inalterata poiché Visconti ha ritenuto non potesse essere migliorabile. Viene utilizzata pertanto la versione rimasterizzata uscita nel 2005 per il cofanetto Five Years (1969–1973).

David Bowie Metrobolist man who sold the world 50th anniversary

The Man Who Sold The World vide Bowie affinare ulteriormente il suo suono, con l’aiuto di alcuni nuovi collaboratori: la sua band di supporto Hype. Con Tony Visconti al basso, Bowie selezionò il chitarrista Mick Ronson e il batterista Woody Woodmansey per ottenere il suono più cupo e aggressivo che caratterizza l’album e che segna un cambiamento di rotta deciso rispetto al precedente lavoro.

Questa ristampa suscita in noi molte perplessità, a cominciare dalla scelta di presentarla con la copertina originale americana dell’album ispirata alla Pop Art di Mike Weller e con il primo titolo che Bowie pensò prima di optare per quello che oggi tutti conosciamo: Metrobolist.

Capiamo innanzitutto il perché del titolo e della copertina.

LA STORIA DELLA COPERTINA E DEL TITOLO

Bowie concepì il nome come un gioco di parole, una crasi, tra il titolo del film del 1927 Metropolis di Fritz Lang e il termine “diabolico”: Metrobolist appunto. Il box del master tape box originale porta ancora quel nome. Il packaging della ristampa conterrà anche degli scatti alternativi del celebre servizio fotografico di Bowie sul sofà che divenne la copertina ufficiale al di fuori degli Stati Uniti.

Ma perchè The Man Who Sold the World ha copertine diverse?

la copertina originale americana
La copertina originale americana

Il manager dell’epoca, Ken Pitt, ormai in chiusura del rapporto professionale con Bowie, aveva pianificato di contattare un artista famoso per disegnare la copertina del nuovo album. Il progetto però non si realizzò e Bowie si rivolse a uno scrittore e disegnatore che frequentava abitualmente il laboratorio artistico di Beckenham da lui fondato: Michael Weller. Lo stile di Weller richiamava la pop art di Andy Warhol,Roy Lichtenstein. L’intenzione era quella di una copertina che rispecchiasse l’atmosfera sinistra dell’album, con una tetra veduta dell’ingresso principale del Cane Hill Hospital, dove oltre al fratellastro di Bowie, Terry, era ricoverato un amico di Weller. C’era anche una figura di cowboy copiata da una fotografia di John Wayne con in mano un fucile in primo piano, che doveva essere un riferimento al brano Running Gun Blues.

Bowie si mostrò inizialmente molto soddisfatto del disegno ultimato. Ma, volubile come sempre, cambiò idea poco dopo. Chiese al dipartimento artistico della Philips di commissionare al fotografo Keith McMillan un servizio nel soggiorno della sua residenza di Haddon Hall. Si sistemò su un sofa con un vestito di satin blu e crema comprato alla boutique londinese “Mr. Fish” con una mano che lasciava cadere l’ultima carta di un mazzo sparso per terra. La posa intendeva riprodurre lo stile del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti. Quella era la copertina che Bowie approvò definitivamente per la stampa.

The Man Who Sold The World
The Man Who Sold The World (1971)

La divisione americana della Mercury trovò però l’immagine troppo trasgressiva e ambigua e la rigettò, confermando la prima versione a fumetto di Weller e cambiando il titolo dell’album in The Man Who Sold The World.

Sul concept originario Bowie disse, molti decenni dopo:

Mick Weller ha ideato questo tipo di cartone animato dall’aspetto molto perverso e ci ha messo dentro alcune cose piuttosto private. L’edificio sullo sfondo del cartone animato era infatti l’ospedale in cui era stato internato il mio fratellastro. Quindi, per me, aveva molti significati personali”.

David Bowie, 2000

LA RISTAMPA

La stampa dell’LP sarà su vinile da 180 grammi e avrà una distribuzione casuale dei colori. Saranno stampate 1.970 copie numerate su vinile bianco (come l’anno di pubblicazione). Le copie dalla 1.971 alla 2.020 saranno d’oro.

David Bowie Metrobolist

ACQUISTO

Metrobolist (aka The Man Who Sold The World: 50th Anniversary Edition) (originariamente pubblicato come Mercury SR-61325 (U.S.A.), 1970/6338 041 (U.K.), 1971 – riedito Parlophone, 2020)

I link di Amazon devono ancora andare live, quindi seguite questo post per essere informati quando lo faranno. Il vinile può già essere pre-ordinato sul sito della Rhino a € 29,00 e il CD a € 20,00.

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METROBOLIST: TRACKLIST

COMPACT DISC
Metrobolist: la ristampa 2020 per i 50 anni di TMWSTW 4
  1. The Width Of a Circle
  2. All The Madmen
  3. Black Country Rock
  4. After All
  5. Running Gun Blues
  6. Saviour Machine
  7. She Shook Me Cold
  8. The Man Who Sold The World
  9. The Supermen
VINILE
Metrobolist: la ristampa 2020 per i 50 anni di TMWSTW 5

Lato A

  1. The Width Of a Circle
  2. All The Madmen
  3. Black Country Rock
  4. After All

Lato B

  1. Running Gun Blues
  2. Saviour Machine
  3. She Shook Me Cold
  4. The Man Who Sold The World
  5. The Supermen

Tutte le tracce sono remissate da Tony Visconti eccetto “After All” che utilizza il mix 2005.


LA NOSTRA OPINIONE

Come accennavamo, l’operazione della Parlophone desta perplessità. Comprendiamo l’intento storico di “ripristinare” la prima idea dell’album, nel titolo e nella copertina, ma allora a che fine un nuovo mix? Non sarebbe stato più filologicamente corretto prendere il mix originale?

Pensiamo che questa operazione potesse avere senso all’interno di un progetto più ampio com’è stato, per esempio, Conversation Piece. Un cofanetto celebrativo per i cinquant’anni che racchiudesse contenuti inediti e gettasse nuova luce sul progetto artistico, aiutando a comprenderne meglio il periodo e la genesi. Molti sono gli album che hanno cambiato titolo prima di essere pubblicati, e ci pare che questa scelta non faccia altro che generare confusione nelle tante pubblicazioni legate a David Bowie.

Un’altra considerazione, che rientra però nel gusto personale: abbiamo sempre ritenuto la copertina di Weller, quella dell’edizione americana qui riproposta, brutta. Brutto il concept, brutta la realizzazione e non in linea con i contenuti e il sound dell’album. Siamo contenti che David se ne sia reso conto in tempo e abbia consegnato alla storia la copertina di The Man Who Sold the World che tutto il mondo conosce. Festeggiare il cinquantesimo anniversario con la copertina di Weller non ci piace, né ci piace il titolo originale che troviamo altrettanto brutto, con buona pace delle intenzioni iniziali di Bowie.

È un’uscita riservata ai completisti che desiderano acquistare una copertina e un titolo nuovo. E, se sarà ben fatto, il nuovo mix di Visconti. Tutti gli altri, insieme a noi, rimarranno con il sopracciglio alzato e si terranno stretti la propria copia originale di The Man Who Sold The World.

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Chi è VG Crew

VG Crew
La Crew di VG è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E'autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti di VG.

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5 Commenti
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Fabrizio Goina

Non sapevo che inizialmente l’album dovesse chiamarsi metrobolis, considerando che Visconti ha fatto un lavoro eccezzionale per Space Oddity, ho buone speranze per questo.

Luca

Visconti lavoro eccezionale per Space Oddity? Dissento fortemente 🙂

Fabrizio Goina

A me e’ sembrato un buon lavoro

Daniele Federici

Anche secondo me il lavoro eseguito su “Space Oddity” da Visconti è stato superlativo.

Luca

Anche VG si chiede “a che fine un nuovo mix? “. Visconti snatura l’originale, l’artista originariamente ha concepito il disco nel mix che tutti conosciamo, il nuovo è solo uno stupro a fine di lucro.