London boy bowie documentario locandina rita rocca

London Boy: nuovo documentario su David Bowie il 10 gennaio

David Bowie – London Boy” è il nuovo documentario di Rita Rocca dedicato a Bowie che andrà in onda il 10 gennaio 2021 su Rai5.

Un nuovo documentario su David Bowie, dal titolo London Boy, sarà trasmesso in prima visione domenica 10 gennaio alle 22.15 sul canale Rai5. L’occasione è il quinto anniversario della scomparsa dell’artista britannico, avvenuta nel 2016. Ma anche l’anniversario della nascita, avvenuta l’8 gennaio di 74 anni fa.

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Bowie a Haddon Hall, 1969 (colorizzata da noi)

Un cortometraggio tutto italiano, quindi, prodotto dalla Rai per la serie InScena e realizzato dalla giornalista Rita Rocca, che conosciamo bene.

Rita, grandissima fan di Bowie, ha dedicato al suo mito vari progetti: nel 2018 il docufilm Bowienext: Nascita di una galassia e, insieme a Francesco Donadio, nel 2019 il libro Bowienext: Interviste, ricordi e testimonianze sull’Uomo delle Stelle per l’Arcana.

E’ stata inoltre autrice e regista nel 2020 del docufilm Lindsay Dances – Il teatro e la vita secondo Lindsay Kemp.

Non crediamo sia un caso che gli ultimi lungometraggi e cortometraggi dedicati a David Bowie si concentrino sul primo periodo: la sua influenza e il suo impatto culturale sono stati così profondi e importanti da cambiare non solo la musica, ma anche il costume di un’epoca. Vengono in mente il documentario della BBC First Five Years o il film di Gabriel Range Stardust.

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Illustrazione di Sara Captain

La domanda alla base di questo interesse è: come ha fatto David Robert Jones, l’anonimo ragazzetto inglese nato e cresciuto in un grigio quartiere proletario dei sobborghi di Londra, a trasformarsi nel leggendario David Bowie? Quali sono i passaggi, gli incontri, le influenze che hanno creato l’uomo che vendette il mondo, in tutti i sensi possibili e immaginabili e lo hanno reso una leggenda?

David Bowie – LONDON BOY di Rita Rocca prova a raccontare e decifrare questo arco temporale che va dal 1947, anno della nascita, al 1973 anno della consacrazione internazionale.

London boy bowie documentario locandina rita rocca
Una illustrazione di Hyrtis

Nel mezzo la ricerca di un’identità artistica che passa attraverso insuccessi e delusioni e una lenta e difficile scalata al successo. Il racconto è arricchito da testimonianze di amici e collaboratori degli anni giovanili.

Il film ci porterà nei luoghi della giovinezza di David Bowie, fisici e musicali. Le immagini sono accompagnate da una colonna sonora che offrirà una originale panoramica dell’evoluzione musicale di Bowie, raccogliendo incisioni giovanili, demo e brani poco noti al grande pubblico.

Tra i personaggi più noti protagonisti del film, la diva del blues Dana Gillespie, il danzatore/coreografo Lindsay Kemp, il leggendario tastierista degli Yes, Rick Wakeman, e non mancano le sorprese.

In London Boy troveremo materiale fotografico inedito proveniente da archivi privati e dalle collezioni di fotografi celebri come Philippe Auliac e Vernon Dewhurst. Ma troveranno spazio anche le illustrazioni di tre giovani artiste: Hyrtis (Francia), Sara Captain (UK) e Alice Rovai (Italia).

Rita Rocca, giornalista e film maker RAI, è attualmente conduttrice radiofonica e giornalista del GR Rai. La abbiamo raggiunta telefonicamente per qualche domanda

SWITCH ON THE TV

Switch on the TV/ we may pick him up on channel two” cantava Bowie in Starman. London Boy non andrà in onda sul canale 2 come la canzone ma, lo ricordiamo, su RAI 5 tra poco più di un mese: domenica 10 Gennaio 2021 alle ore 22.15. Chi non riuscirà a vedere la prima non disperi: sarà reso disponibile successivamente su Raiplay e quindi fruibile in qualsiasi momento.

London Boy: nuovo documentario su David Bowie il 10 gennaio 1

CINQUE DOMANDE A RITA ROCCA

Rita Rocca Bowienext Rai 5
Rita Rocca

Abbiamo colto l’occasione per raggiungere Rita Rocca e farle una brevissima intervista, cinque domande per farci comprendere meglio il progetto dietro David Bowie – London Boy e la sua passione per Bowie.

Rita è giornalista Rai, regista/film-maker, laureata in antropologia culturale.

È attualmente conduttrice radiofonica e giornalista del GRRai e ha in attivo altri documentari di successo.

1. Perché un documentario italiano su David Bowie?

E perché no? Pensa se come regista italiana fossi condannata a fare documentari solo su Gigi D’Alessio! A parte gli scherzi, Bowie ha un grande seguito anche nel nostro Paese ma rimane comunque un artista “di nicchia”, per colti estimatori, io credo che un documentario italiano possa essere “educativo” ed estenderne la platea. Penso soprattutto alle giovani generazioni cresciute a latte e trap, capire e ascoltare un po’ di Bowie non può fargli che bene.  

Purtroppo David Bowie viene raccontato dalla televisione italiana spesso in modo superficiale, ci si ferma ai costumi del periodo glam, ci lascia attrarre dal make up, dai capelli rossi e dall’androginia… insomma si rimane confinati nella banalissima apparenza. Oppure ci si limita al periodo più commerciale di Let’s Dance.  Io sono una giornalista della Rai e credo che tra i compiti del servizio pubblico rientri anche la promozione della conoscenza dei big della cultura musicale internazionale. E poi David amava l’Italia ed è giusto che gli italiani lo conoscano e lo amino sempre di più.

2. Hai già realizzato il documentario/omaggio “Bowienext” dedicato a Bowie. Cos’ha di diverso questo rispetto al precedente? Cosa ci racconta di nuovo di Bowie?

BOWIENEXT è un film tributo volto a mettere in luce quanto Bowie avesse influenzato le vite dei suoi fan, orientandone stili di vita e inclinazioni culturali e artistiche.  Ha un intento più celebrativo ed una lettura del “fenomeno Bowie” dal punto di vista sociologico e culturale più che biografico. Volevo mettere in luce come Bowie avesse dato vita ad una vasta progenie di artisti che, da fan, seguendo il suo esempio erano divenuti artisti a loro volta, dando vita ad una vera e propria galassia. Il film è stato concepito come una sorta di cut-up emozionale di video tributi e ed è costruito su capitoli tematici ma non cronologici.

David Bowie LONDON BOY ha una struttura completamente diversa: è un film biografico. La trama è tessuta attorno ad un racconto che parte dalle origini fino al 1973. Cerca di raccontare le influenze storiche e musicali dell’epoca, la ricerca dell’identità artistica, la sua crescita musicale ma anche interiore di David Robert Jones. E’ il ritratto affettuoso degli amici giovanili di un “principiante assoluto” mosso da una grande ambizione e dal desiderio di auto-emancipazione. 

3. Ora finisci la frase e dai una motivazione. David Bowie is …. ?

… motore di crescita, di auto-superamento, di continua evoluzione. Per me Bowie ha sempre rappresentato quella voce interiore che mi diceva “Cambia la tua vita! Non ti accontentare! Cerca la tua strada! Trasforma i tuoi desideri in qualcosa di concreto! Fai qualcosa d’importante”. Al di là delle canzoni indimenticabili, colonna sonora della mia giovinezza, per me Bowie ha rappresentato il motore verso nuove sfide professionali, mi ha dato il coraggio di andare oltre le mie limitate capacità e di estendere i miei confini. Mi ha fatto capire che potevo non rassegnarmi ad un futuro che sembrava già scritto, che avrei potuto costruire il futuro che desideravo impegnandomi sino in fondo, sfidando la stanchezza e la pigrizia. David era un “do-er”, una persona “che fa”, che non si piange addosso. 

David Bowie è un maestro di vita per me, e lo sarà per sempre!

4. Perché hai deciso di incentrare il documentario sulla prima parte della sua carriera?

Perché le favole per essere capite vanno lette dall’inizio. Non c’è solo il lieto fine. Ciò che è più avvincente è la trama, il percorso che conduce al finale. Come ha fatto David Robert Jones a trasformarsi da absolute beginner in una superstar internazionale? In questo film ho tentato di dare una risposta a questa domanda, cercando di ripercorrere le tappe e gli incontri che sono state le chiavi del successo.  

La vita di David Bowie, come la sua carriera, è lunga e complessa. Non si finirà mai di realizzare film e documentari, sono infiniti gli aspetti da prendere in considerazione di un artista così sfaccettato. Più mi avvicino a Bowie, più comprendo che per evitare ingiuste semplificazioni bisognerebbe prendere in considerazione dei brevi periodi per volta, una “fase” per volta. Ecco, ora ho cercato di raccontare una prima parte della sua vita artistica, fino a successo di Ziggy Stardust ed è già un arco temporale abbastanza esteso durante il quale avviene una molteplicità di incontri e di eventi, impossibile dire tutto. Il giovane David Jones era già un vulcano, difficile stargli dietro in un’ora di documentario. Ora sto pensando di approfondire un’altra fase della sua vita che mi affascina in modo particolare (che non svelerò) e non è detto che tra qualche anno non ne venga fuori qualcosa di nuovo…

5. Tralasciando l’aspetto strettamente musicale, secondo te il Bowie degli esordi ha ancora un messaggio e una attualità che possono arrivare ad un ragazzo di oggi?

Il messaggio è attualissimo, oggi più che mai. Oggi i ragazzi pensano che il successo possa arrivare facilmente e subito attraverso un talent tv. Questo in parte può essere vero, ma è una fama effimera se non è supportata dal vero talento e da una solida preparazione. David Robert Jones per arrivare a diventare David Bowie ha impiegato oltre dieci anni (di flop e delusioni) e quando il successo internazionale è arrivato con Ziggy Stardust, non si è seduto sugli allori. Bowie ha avuto sempre un enorme coraggio e non si è fatto guidare solo dai soldi e dalla fama, il suo punto di forza è stato seguire ciò che realmente gli piaceva fare, ciò che lo appagava. I giovani possono trarre un grande insegnamento da David Bowie LONDON BOY, la gavetta durissima e le bocciature sofferte dal giovane David sono la prova che il successo non arriva facilmente per nessuno. Non si diventa David Bowie per caso.


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Chi è VG Crew

La Crew di VG è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E'autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti di VG.

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Schino66

Docufilm eccezionale, congratulazioni.
Curiosità: il titolo del brano di coda in versione strumentale, qual è?
viva il Duca bianco