HOURS ... (1999)

hours bowie

Tutti i brani sono composti da David Bowie e Reeves Gabrels ad eccezione di What’s Really Happening? scritto da David Bowie e Alex Grant.

Data di Uscita

4 Ottobre 1999

Registrazione

Seaview Studio (Bermuda) - 1998/1999

Produzione

David Bowie, Reeves Gabrels

Recensione

Coadiuvato dal suo ormai decennale collaboratore Reeves Gabrels, nel 1998 Bowie incomincia a riprendere fiato dal frastuono dell’Earthling tour e abbraccia nuovamente la chitarra acustica incominciando a comporre canzoni classiche.
Tutto parte da un progetto: il gioco Omikron – The Nomad Soul

A Bowie e Gabrels viene richiesta la colonna sonora per il nuovo gioco per PC della Eidos Interactive e proprio da qui nascono le idee cardine dell’album.
Bowie si chiude con Gabrels negli studi Seaview di Bermuda con già molti pezzi pronti da registrare.
Dopo gli eccessi sperimentali degli album precedenti, la linea compositiva e d’arrangiamento si sposta su un calibrato ed essenziale ritorno agli elementi e alle strumentazioni tradizionali.
Bowie stesso ci dice: “Quelli del gioco sono cantanti da strada, è dunque più logico un approccio cantautorale”.
L’album è un’esplorazione interiore, dell’io, non reale ma lirico; le tematiche, penetranti ed intime, con spunti di dialogo interiore, tendono ad entrare nel mondo parallelo del .
La prima traccia, Thursday’s Child, primo singolo azzeccatissimo, riassume le tematiche sull’idea del tempo, del rimpianto e dell’inadeguatezza dell’uomo che poi aleggeranno e verrano sviluppate nel corso di tutto l’album. Survive e Something In The Air analizzano vecchie relazioni finite male; If I’m Dreaming Of My Life e Seven ripercorrono l’idea proustiana della memoria e del tempo; What’s Really Happening, The Pretty Things Are Going To Hell e The Dreamers ribadiscono la fragilità dell’uomo che pur avendo l’esperienza degli anni rimane impotente contro l’avanzare del domani; Brilliant Adventure è una dolce ed evocativa traccia strumentale, e per finire, New Angels Of Promise, la diretta discendente di Sons Of The Silent Age di “Heroes”.
Il tutto viene condito da un andamento tra il rock e la ballata, forse non straordinariamente originale o sperimentale, ma sicuramente piacevole e coinvolgente.
Il disco è ricco di citazioni, e, spesso avvicinato ad Hunky Dory, si incontrano influenze anche da Low, “Heroes”, Scary Monsters e Earthling.
‘Hours …’ è l’album più simbolista-religioso della discografia di Bowie. Il nome stesso deriva dal libro delle ore, il prontuario religioso che scandisce con preghiere la giornata del fedele; si possono notare, nei testi, alcune parafrasi della Bibbia; per non parlare della copertina in cui Bowie con i capelli lunghi vestito da angelo tiene un altro Bowie in stile Earthling tra le braccia, come la Madonna tiene il Cristo nella celebre pietà (sicuramente oltre ad simbolo religioso è anche un annuncio ai suoi “devoti” della volontà di un nuovo cambiamento di stile musicale e d’immagine). Sul retro tre Bowie vestiti di nero (una trinità malefica?), in tre posizioni diverse che hanno ai piedi un serpente (il peccato?).
Il tour promozionale che seguì fu estremamente semplice: nessuna scenografia, minimalismo nell’abbigliamento, e Bowie si mostrò con un atteggiamento confidenziale e di dialogo con il pubblico, raccontando aneddoti del suo passato con l’aria ormai tranquilla di uomo in pace con sé stesso.
E’ un’opera intima, unitaria e sicuramente un album meno elitario dei precedenti, un ritorno, saggio e maturo, alle origini della propria carriera.

 

di Zowie

Musicisti

David Bowie
(voce, chitarra 12 corde, tastiere, programmazione batteria Roland 707)

Reeves Gabrels
(chitarra ritmica e solista, cori, programmazione batteria, programmazione sintetizzatori)

Mark Plati
(basso, chitarra 12 corde, sintetizzatori, mellotron su Survive)

Mike Levesque
(batteria)

Sterling Campbell
(batteria in Seven, New Angels Of Promise, The Dreamers)

Chris Haskett
(chitarra ritmica in If I’m Dreaming My Life)

Everett Bradley
(percussioni in Seven)

Holly Palmer
(cori su Thursday’s Child)

Crediti

Tim Bret Day
(foto do copertina e interne)

Frank W. Ockenfels 3
(foto addizionali)

David Bowie
(concetto di copertina)

Rex Ray
(design album e manipolazione immagine)

Mark Plati
(missaggio)

Kevin Paul
(ingegnere del suono)

Jay Nicholas e Ryoji Hata
(assistente ingegnere)

Andy VanDette
(mastering)

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