david bowie stage
Stage (1978)

Stage (1978) | Discografia

STAGE (1978)

david bowie stage

* Bonus track inedite aggiunte sulla ristampa del 2005

** Bonus track inedite aggiunte sulla ristampa del 2017

01Warszawa6:53
02“Heroes”6:19
03What in the World4:25
04Be My Wife *2:49
05The Jean Genie **
6:17
06Blackout4:00
07Sense of Doubt3:07
08Speed of Life
2:40
09Breaking Glass
3:22
10Beauty and the Beast
5:06
11Fame
4:13
12Five Years
3:57
13Soul Love
2:56
14Star
2:28
15Hang On To Yourself
3:22
16Ziggy Stardust
3:30
17Suffragette City **
3:58
18Art Decade
3:01
19Alabama Song
3:55
20Station to Station
8:43
21Stay *
7:21
22TVC15
4:36

Data di Uscita

8 Settembre 1978

Registrazione

Philadelphia, Providence e Boston – 28/29 Aprile e 5/6 Maggio 1978

Produzione

David Bowie, Tony Visconti

Recensione

E’ il 1978: verso la fine del periodo berlinese.

Questo è il live in cui più si può apprezzare la genialità interpretativa di David Bowie, che la ristampa del 2005 ci ha restituito, scoprendo uno delle maggiori performance di tutti i tempi. Le emozioni trasmesse dalla versatilità vocale del duca bianco di quel tour erano state ingiustamente oscurate nella prima edizione da una produzione scellerata e senza senso di Tony Visconti.

Ripristinando la scaletta originale, resettando la follia cronologica della prima versione (si vivranno i tempi dilatati e riflessivi di pezzi strumentali come Warszawa, Sense Of doubt, Speed Of life, Art Decade; ci si sorprenderà davanti ad arrangiamenti tra il soul, il funky e improvvisazioni psichedeliche che elettrizzeranno di luce nuova brani come Be My Wife, Blackout, Breaking Glass, con un David Bowie strepitoso.

Dilata, contrae ed esplode la sua verve vocale, dimostrando piena padronanza della sua voce quasi fosse uno strumento a fiato tra una tromba ed un sax, tra un clarinetto ed un oboe.
Qui “Heroes” diventa superiore a quella in studio perché è la canzone dell’interpretazione canora che si può dipanare solo in uno scenario live. Colori acidi e maledetti escono a tratti dal violino di Simon House.

I brani più rock come Hang On To Yourself, Ziggy Stardust si vestono di funky emanando energia allo stato puro senza eguali. La cover di Alabama Song, in cui David Bowie forza la teatralità da musical, tipica della poetica brechtiana, rappresenta un’indimenticabile magica interpretazione e cancella la precedente cover morissoniana.

Si giungerà ad una Stay senza fine travolta e trascinata in un groove intenso ed ipnotico.
In definitiva con Stage ascolterete i prodromi di quella musica che avrebbe dominato la scena del decennio successivo…

David Bowie l’aveva già anticipata come un alieno caduto sulla terra.

 

di Diamond Dog

Musicisti

David Bowie
(voce, tastiere)
Carlos Alomar
(chitarra ritmica, cori)
Dennis Davis
(batteria e percussioni)
George Murray
(basso, cori)
Sean Mayes
(piano, archi, cori)
Adrian Belew
(chitarra solista, cori)
Simon House
(violino, mandolino)
Roger Powell
(tastiere, sintetizzatore, cori)

Crediti

Gilles Riberolles
(foto di copertina)

Jan Michael Alejandro
(tecnico)

Vern “Moose” Constan
(tecnico)

Leroy Kerr
(tecnico)

Rob Joyce
(stage manager)

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